L’AUTOMOBILE ELETTRICA INVISA O AMATA ? IO NE USUFRUISCO DA MESI

Premesso che il settore di nuovi tipi di automobile è in pieno fermento e non si ha ancora un’idea precisa di quali sostituiranno le attuali vetture alimentate da carburanti, l’arrivo appena iniziato di intere serie di auto elettriche rappresenta una vera rivoluzione soprattutto nel futuro modo di viaggiare.

A fronte dei molti eclatanti vantaggi, quattro sono i fattori che marcano negativamente  tale rivoluzione: la limitata autonomia di percorso garantito da una carica delle batterie, il lungo tempo necessario per la loro ricarica, la durata di vita delle batterie ed infine il costo di smaltimento delle stesse. Degli ultimi due fattori mancano notizie certe per cui non si é in grado in questo momento di trarre giudizi validi.

Da rilevare alcune caratteristiche del sistema elettrico che si scostano molto da quello delle auto di altro tipo. Innanzitutto la diminuzione di autonomia che si verifica alle temperatura basse soprattutto invernali di cui si deve tener presente nella programmazione dei viaggi ed in secondo luogo che la macchina elettrica varia i consumi in funzione della velocità di andatura. Quest’ultimo fattore é dovuto al fatto che, non essendo presenti né il cambio marce né la frizione, il motore elettrico é sempre in trazione diretta con le ruote e quindi a qualunque numero di giri del motore corrisponde sempre la medesima percorrenza della vettura sia quando esso funziona a basso oppure ad alto numero di giri per secondo. Quello che cambia nei due casi è l’assorbimento di energia elettrica poiché alle basse velocità é bassa anche l’energia necessaria per spingere la vettura mentre essa cresce di molto quando la vettura è velocissima. Un esempio potrà chiarire meglio il fenomeno. Se al ritorno a casa ci si trova ad avere la carica della batteria insufficiente, conviene mantenere velocità molto basse in quanto il motore, a parità di percorso, consuma molto meno e quindi, sia pur impiegando molto piú tempo, si può magari arrivare a casa o alla prossima colonnina di rifornimento. La vettura da me utilizzata quando ci si avvicina alla minima disponibilità di carica delle batterie provvede da sola imporre una bassa velocità proprio allo scopo do consentire una percorrenza elevata.

Un altro consumo supplementare da ricordare è quello degli impianto di riscaldamento invernale e di raffrescamento estivo ma con una condizione del tutto particolare. Il parco accumulatori è situato subito al di sotto del pavimento dell’abitacolo e quindi risente della sua temperatura. E’ dimostrato che la temperatura ambiente dell’abitacolo dovrebbe essere sempre attorno ai 20 gradi in quanto la batteria soffre per temperature dell’abitacolo che siano al di sotto dei – 5° o sopra ai + 30 °

Quello che deriva sulla base di dati di fatto, è un modo di viaggiare completamente diverso dall’usuale. Innanzitutto risulta indispensabile possedere una buona pratica dei sistemi digitali senza la quale è assolutamente impossibile un uso razionale delle automobili elettriche tenendo presente che esse sono in continuazione collegate con l’ufficio della casa produttrice che ne effettua il controllo di funzionamento, richiedendone preventivamente l’autorizzazione al proprietario della vettura.  In secondo luogo sussistono diverse necessità di utilizzo del digitale per i collegamenti con le colonnine pubbliche di ricarica, per controllare a distanza la vettura è per altri interventi via internet e di non semplice conduzione. Questo uno dei motivi che frenano la diffusione  del nuovo mezzo in Italia dove la percentuale di coloro che usano razionalmente il computer è  bassissima. In terzo o luogo ogni viaggio deve essere programmato in precedenza prevedendo di utilizzare le soste necessarie per le ricariche. Anche il sistema di guida deve cambiare dovendo scegliere quelle modalità che offrono, a parità di risultati, un minor consumo di energia elettrica tenuto ben presente che le segnalazioni riguardo la percorribilità reale per kwh, sia istantanea che media, appaiono chiaramente segnalate come percorribilità totale residua ed al tempo stesso con l’ammontare del consumo elettrico istante per istante.

Risulta importante preferire al pedale del freno, da usare solo in casi eccezionali, la frenatura ottenuta rilasciando progressivamente l’acceleratore, il che permette di rallentare la vettura secondo le necessità del mometo fino a fermarla del tutto ma dando modo al motore reversibile di produrre energia elettrica . Si tratta di una caratteristica fondamentale: il motore, per questo chiamato reversibile, ha la facoltà precipua  di emettere energia meccanica, atta al moto della vettura, tutte le volte che vi viene immessa energia elettrica ed invece, quando riceve dall’esterno energia meccanica, e nel caso specifico quella derivata dal rallentamento della vettura attuato volontariamente dal guidatore rilasciando il pedale dell’acceleratore, il motore diventa dinamo e produce energia elettrica che, segnalato il fatto negli strumenti di bordo, viene accumulata nelle batterie aumentandone la carica.

Saranno anche da mantenere al più a lungo possibile le modalità di guida meno dispendiose come ad esempio l’assicurare per la maggior durata la velocità costante preimpostata e con guida automatica che provveda da sola ad orientare sempre la vettura sulla mezzeria delle righe stradali bianche ed allo stesso tempo ad una distanza prefissata a piacere e costante rispetto alla vettura che precede.

Per quanto riguarda le ricariche intermedie di cui si è fatto cenno sono da rilevare  alcune particolarità. Risulta evidente la convenienza ad utilizzare  al massimo le colonnine che sono tuttora a costo zero ma che spesso si trovano lontane  ma non lontanissime rispetto  al tracciato del viaggio oppure rispetto al luogo di lavoro. Ciò può ragionevolmente aver luogo conducendo spesso la vettura alla colonnina di ricarica più vicina e lasciandovela collegata fatta salva la possibilità di percorre con altro mezzo il citato tratto di strada relativamente breve. Da una mia esperienza  un mezzo che a tutta prima risulta banale ma che invece è utilissimo è un monopattino di buona qualità che ripiegato può essere sempre presente nel bagagliaio per consentire  la percorrenza dei brevi tratti di strada mentre uno zainetto a spalla del guidatore permette il trasporto di cartelle od altri piccoli attrezzi di lavoro durante l’uso del monopattino. Da rilevare come la vettura, durante tutto il tempo di ricarica, è stabilmente collegata alla colonnina tramite un robusto cavo e solo determinati comandi si riesce a liberarla.

Un altro elemento da considerare é la possibilità di sfruttare tempi relativamente brevi di ricarica parziale (ad esempio un paio d’ore) allo scopo di di soddisfare necessità personali come il consumare colazioni, attuare scopi turistici, visitare musei o biblioteche, eseguire lavori al computer ecc. ecc.

Risulta infine fondamentale la modalità usuale di ricarica della vettura che deve basarsi sulla installazione presso il proprio garage di adeguata presa di corrente la quale consente di superare tutte le particolarità di rifornimento parziale effettuato durante il viaggio per sostituirlo con una sistematica ricarica notturna tramite il normale impianto elettrico di casa che permette di partire ogni mattina con la piena ricarica delle batterie offrendo una autonomia giornaliera di circa 300 Km senza ricorrere alle ricariche occasionali di cui si è detto.

Tra le varie possibilità di ricarica, quella di cui si legge soltanto qualche accenno, è il rifornimento effettuata da un impianto elettrico di una qualunque casa di abitazione che sarebbe di grande utilità in quanto renderebbe possibile rifornirsi durante i viaggi con sosta da parenti, amici, o zone di lavoro usando l’apposito cavo in dotazione della vettura elettrica. Si tratta però di una modalità da usare con la massima cautela in quanto i normali impianti elettrici casalinghi non sono dimensionati per assorbimenti elettrici eccezionalmente intensi come sono quelli in argomento e l’eventuale collegamento potrebbe dar luogo agli inconvenienti più disparati, prima di tutto all’intervento dei sistemi di sicurezza che possono interrompere il rifornimento di tutta l’abitazione ed il secondo e più grave problema , potrebbe consistere nel surriscaldamento dei cavi sottoposti ad un carico che eccede la norma con danni gravi per l’impianto casalingo.

Quanto sopra dà un’idea delle problematiche da risolvere ed anche delle modalità particolari che devono essere adottate per risultare vincenti nella scelta della vettura elettrica.

A conclusione della nota mi sento di affermare che in ogni caso le auto del futuro saranno del tipo interamente elettrico. Le alternative che risultano allo studio ed anche tutte le altre futuribili alla fin fine si baseranno su una meccanica interamente alimentata da energia elettrica in quanto qualsiasi nuova forma energetica finirà per servire soltanto a produrre a sua volta quella energia elettrica di cui ho parlato.

Un esempio. Sono già costruite prototipi di vetture ad idrogeno ma è chiaro che l’idrogeno non è in grado di azionate direttamente le ruote e gli altri dispositivi meccanici ma lo dovrà fare tramite l’energia elettrica che esso saprà produrre.

Quindi il futuro dell’auto, a mio avviso, sarà sicuramente quello delle auto elettriche fatte salve le modalità per poter disporre bordo dell’energia elettrica tramite la diversificazione di questo settore con batterie di tutt’altro tipo, con produzione della necessaria energia elettrica tramite idrogeno, tramite piccole celle nucleari di cui si siano definite nuove modalità che escludano le scorie ed emissione di radiazioni pericolose oppure con nuovi ritrovati aventi la stessa funzione di produrre a bordo l’energia elettrica.

Alla fine le cose diventeranno sempre più lineari e normali fino ad arrivare alla massima semplicità e sicurezza. Un esempio potrà essere quello della trasmissione aerea diretta alla vettura in corsa della necessaria corrente elettrica tramite speciali cavi interrati lungo le strade nel qual caso le batterie presenti in vettura limitano il loro intervento alla percorrenza di brevi tratti necessari per arrivare alle strade principali munite di cavi sotterranei.

Un’altra osservazione molto importante e che riguarda il futuro dell’automobile elettrica é quella del suo elevatissimo ed inadeguato costo di acquisto dovuto essenzialmente a due motivazioni : manca ancora la costruzione in grandi serie in quanto tale vettura ha pochissimi compratori ed in secondo luogo l’altissimo costo degli accumulatori.

Se si fa il raffronto con le automobili tradizionali vi si riscontra un vero abisso che riguarda sia le catene di montaggio che sfornano ogni giorno un numero spropositato di vetture con motore a scoppio , il che consente di ridurne enormemente il costo. Se poi osserviamo la costituzione dei due diversificati mezzi restiamo sbalorditi dalle eclatanti differenziazioni. Quella tradizionale, ai nostri giorni, può veramente essere considerata una vettura trogloditica ed assolutamente obsoleta essendo formata da un enorme ammasso di elementi complicatissimi e costosissimi. Ne elenco alcuni. Il cambio delle marce completo di sincronizzazione degli ingranaggi, la frizione, il sistema complicatissimo di lubrificazione, quello di raffreddamento ad acqua con radiatore e ventola automatica , la serie di cilindri e di pistoni con fasce elastiche e bielle con collo d’oca, il sistema di vaporizzazione ed immissione a pressione del carburante nelle camere di scoppio, il controllo dei fumi dallo scappamento con ricupero dell’energia residua ecc. ecc. Tutti elementi che non esistono affatto nell’auto elettrica e se esistono sono di una semplicità estrema. Questa caratteristica, unitamente al sistema costruttivo in grandissima serie, porterà a diminuzioni abissale dei costi di acquisto della vettura elettrica. Il vero problema che sussiste è soltanto quello delle batterie ma non ho dubbi che, vista la loro importanza anche economica , sarà prestissimo superato con nuovi sistemi rivoluzionari di alimentazione elettrica della vettura in movimento di cui ho già parlato,.

Esempio di motore a scoppio. Da notare la complessità delle mille strutture che lo compongono

La conclusione mi sembra chiara. La vettura del futuro sarà senz’altro quella elettrica costruita sulla base delle esperienze che si stanno espletando tuttora.

Questa nota non può che terminare con la descrizione dei vantaggi che si ottengono dalla scelta innovativa della vettura elettrica. Innanzitutto risalta il contributo che viene dato al miglioramento dell’inquinamento ambientale iniziando a sostituire le inquinanti vetture con quelle ad emissione zero.

Gli altri notevoli vantaggi riguardano i seguenti fattori:

– l’incentivo di 6000 euro che viene concesso dallo Stato a chi acquista una vettura ad emissione zero inquinanti, cui va aggiunto l’ulteriore incentivo dato dalla Regione veneto pari a 3500 euro. In pratica viene concesso a fondo perduto circa un terzo della spesa di acquisto della vettura.

– i minori costi di esercizio di un mezzo senza molti dei componenti meccanici già enumerati e sempre presenti nelle vetture tradizionali. Come già detto la meccanica diventa estremamente semplice, tanto da prevedere la quasi totale assenza di guasti meccanici da cui deriva una sicura diminuzione della spesa di esercizio.

– viene totalmente eliminato l’impiego di lubrificanti e del carburante, sostituito con l’energia elettrica la quale consente un minor costo di spesa pari a circa il 60 % cui va aggiunta la possibilità di poter caricare le batterie su colonnine a costo zero tuttora esistenti in molte città italiane. Una valida motivazione del minor costo rispetto alle altre auto è dovuto al basso rendimento dei motori a scoppio rispetto a quello dei motori elettrici. Mediamente i motori a scoppio hanno un rendimento del 30/40% contro un 80/90% di quelli elettrici : moltissima energia va perduta essendo trasformata in calore che occorre dissipare con apposito circuito di raffreddamento ad acqua oppure scaricata in atmosfera sotto forma di materiale gassoso altamente inquinante nel mentre sussistono forti perdite per attrito delle moltissime parti meccaniche in movimento.

– molto utile la presenza di una apposita spina elettrica nel garage personale e direttamente collegata tramite cavo con il contatore Enel per dar modo, al momento del ritorno a casa di alimentare l’automobile onde poterla trovare al massimo della carica batteria nella mattinata successiva.

– per i primi tre anni dall’acquisto non si paga il bollo della vettura.

– esiste in molte città la possibilità di parcheggiare la macchina elettrica gratuitamente sulle aree comunali.

– l’automobile elettrica può circolare anche durante i periodi di sospensione del transito causato dall’inquinamento atmosferico.

– si può accedere in molte zone ZTL delle città che sono vietate agli altri veicoli.

-l’auto elettrica è dotata di una strumentazione automatica eccezionale.

– Nei tratti di decelerazione e nelle discese il motore reversibile ricupera energia trasformandola in elettrica di ricarica batteria. Il ricupero viene segnalato dalla strumentazione di dotazione

– Una caratteristica importante è la grande ed utilissima rapidità di accelerazione dovuta alla grandissima potenza di cui dispone il motore elettrico anche quando opera a basso numero di giri. La vettura elettrica in accelerazione, risulta più efficace di vetture tradizionali aventi motori di elevatissima potenza.

– esiste in molte città la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle aree comunali.

– Nessun consumo durante le soste obbligatorie ai semafori oppure durante gli ingorghi

– Si evidenzia infine il notevole miglior comfort dei viaggiatori delle auto elettriche per la totale assenza di rumori e di vibrazioni: in poche parole viaggiare con un’auto elettrica confrontata con l’auto tradizionale è simile ad un viaggio fatto con un aliante confrontato con quello di un aereo ad elica.

Un esempio dei permessi concessi al proprietario di un’auto elettrica e che riguardano: la possibilità di accedere alle zone ZTC, di parcheggiare gratis nelle aree comunali, di usufruire gratis delle ricariche da colonnine comunali

Termino con un dato reale. L’automobile elettrica in cui sono ospitato quasi tutti i giorni ha sei mesi di vita. Oltre a non aver mai denunciato inconvenienti di sorta, essa ha percorso esattamente 10000 (diecimila Km) senza che sia mai stato speso un solo euro per l’acquisto dell’energia avendo potuto sempre usufruire di colonnine a fornitura gratuita.

NB. Altre curiosità sull’uso dell’automobile elettrica possono essere lette nell’articolo “La mia automobile elettrica ideale” criccando : http://www.altratecnica.it/la-mia-automobile-elettrica-ideale/

Una parte del cruscotto. Sono evidenziati: il percorso complessivo pari a 10000 tutti con energia gratuita, la carica batteria residua 87% e la percorrenza disponibile di 223 Km Le barrette verticali bianche indicano i km per ogni Kilovattora consumato media ogni 5 minuti . il consumi variano da 4 a 8 Km per KWh a seconda delle modalità di guida . L’indicatore B indica (quando la vettura è in corsa) il consumo istantaneo in Kilovattora oppure la ricarica automatica della batteria durante i rallentamenti o le discese