LA ISSA

LA ISSA

LA ISSA

ei mie anni di gioventù ci divertivamo molto con il ghiaccio che allora passava delle intere invernate e dominando ovunque ci fosse acqua all’aperto. I giovani un po avanti con gli anni e quindi anche con la forza fisica, non appena era caduta la prima neve costruiva in via Garibaldi una lunga pista ricavando due argini di neve posti ad una larghezza di circa tre metri lungo la centrale della ripida strada e, approfittando della fontana pubblica a getto continuo che si trovava in fondo alla stessa via, gettavano molta acqua sulla neve in modo da formare una pista di tre metri di ghiaccio vivo a partire dall’alto e fino ad attraversare la via Indipendenza ed allungata per una cinquantina di metri anche su via Campo. Su questa pista chiamata in dialetto “la issa” noi tutti ragazzi scendevamo a folle velocità essendo seduti e legati alle slitte particolari da ghiaccio (le zerie) che, grazie ai due veri e propri pattini di acciaio che msi possono vedere nei disegni riportati in calce, slittavano quindi sul ghiaccio vivo a forte velocità e con nosro grande divertimento.

Il nostro piacere nella velocissima discesa si alzava alle stelle poiché invece di scorrere singolarmente uno per uno ci riunivamo in lunghe file chiamate galion che era formato da setto – otto ragazzi in slitta ognuno dei quali era collegato a quello anteriore che lo teneva per le gambe come si può vedere nelle foto.

Ogni galion era guidato dal primo della fila il quale poteva curvare a piacere il procedere velocissimo mentre sulle gambe dei cssette giovani sedevano le ragazze per aumentare il peso e quindi la velocità di ognj galion.

La guida richiedeva una tecnica particolare per evitare lo svirgolanmento a destra e sinistra mediante delle fkorti frenate dell’ultimo della fila.

Più particolari delle bellissime discese possono essere lette su :