LA CROCIERA SULLA NAVE ESPEROS

Questo è il racconto di una ragazza veneziana non bellissima ma che sprizza giovinezza e gioia di vivere in tutta la sua persona a partire dilla sua ricca chioma nera nera con un’ondulazione naturale che avvolge un volto colorato di un rosa intenso con due occhi profondi e scuri che mandano raggi di luce mentre guardano. Il suo corpo flessuoso con gambe lunghissime non magre ma ben tornite quando attraversano un ponte veneziano esprimono tutta la forza di un impeto sempre in vivo movimento con un ancheggiare discreto ma cosi incantevole da richiamare istintivamente l’attenzione della gente che la circonda. Tutte le sue forme generose sono a stento contenute negli abiti attillati per cui sprizzano dei seni procaci e delle cosce rotonde che quando porta la minigonna presentano lo spettacolo di una gioventù che tracima in tutti i movimenti. Questa è Liliana una ragazza bella di tanta forza e gioventù

La vicenda si svolge nell’anno 1970.

Io lavoravo a Venezia con una Società di progettazione e gestione acquedotti composta da una novantina di dipendenti tra i quali solo cinque di sesso femminile tra le quali eccelle la ventenne veneziana di cui ho detto , vera rappresentante della ragazza tutta piena della gioia di vivere. Liliana era una brava persona onestissima anche e molto espansiva soprattutto con me che considerava come secondo padre perché il vero padre lei non lo aveva. Aveva venti anni ed io quaranta. Lavoravamo fianco a fianco in quanto il suo lavoro era esclusivamente quello di dattilografa. In questo lei era molto brava. Il suo capolavoro erano soprattutto i computi metrici dei grandi lavori che la Società progettava tramite l’intero staff tecnico di cui facevo parte io e soprattutto un bravissimo ingegnere al quale, tra l’altro, io devo tutta la cultura che mi sono fatto in tema di acquedotti.

Nella società veneziana dove lavoravamo esisteva un comitato per l’organizzazione del tempo libero da trascorrere assieme in occasioni particolari con gite, pranzi ed anche vacanze alle volte in occasione di avvenimenti particolari riguardanti la nostra vita privata e più spesso quella della comunità di lavoro come la vincita, da parte della Società , di un importante incarico professionale o di esecuzione di qualche opera importante,. Tutte queste manifestazioni erano offerte dalla direzione della società nel mentre per la esecuzione di gite multi giornaliere era richiesto contribuito in denaro da parte del lavoratore.

Io con mia moglie partecipavo sempre a queste giornate di festa sempre divertenti e nelle quali facevo parte un piccolo gruppo affiatato di colleghi e dei rispettivi consorti. Era l’occasione unica e buona per scambiarci notizie in lieta compagnia. Spesso era Liliana che, nella sua bellezza e soprattutto vitalità gioiosa, dava modo a tutti di godere veramente. Ricordo una gita di un solo giorno in Romagna nel regno di Casadei e dei suoi valzer. Stiamo pranzando in ristorante in una lunga tavolata dove ovviamente primeggiava l’entusiasmo di Liliana. A fine pranzo si avvicina un anziano signore, che poi scopriamo essere il vecchio farmacista locale, il quale dopo aver affermato solennemente che Liliana era la più bella donna che egli avesse mai visto. porgendo a Giuliana una scatola di cioccolatini le dice che. ammirato della sua bellezza da anziano quale è, vede il compimento di un suo grande sogno di poter fare un valzer con lei. Giuliana accetta ben volentieri. In tutti quanti siamo facciamo fuori la scatola di cioccolatini e quindi usciamo sulla piazza dove si sta festeggiando la festa del paese con una banda che suona le abituali marce . Il farmacista si avvicina al maestro direttore della banda e chiede un valzer. La scena seguente vede ricavato nella ressa di gente uno spazio libero con la banda che suona il valzer e Liliana e Farmacista unici che tra il battimani generale formano una coppia splendida di acclamati ballerini.

Ricordo un’altra gita simile. Drante il viaggio in corriera di ritorno a casa c’è Liliana nel pullman tutta fiera avendo addosso un colorato nastro di miss Kursal da lei vinto in una gara di ballo. In realtà il personaggio che caratterizzava i nostri incontri festivi era spesso Liliana per la sua inconfondibile bellezza assieme al suo verve.

Vedremo il culmine straordinariamente piacevole ed ardito che Liliana riuscirà a raggiungere quando sarà organizzata la crociera in Grecia ed effettuata su una nave greca chiamata Esperos.

Ora, il parlare di crociere nell’anno 1970 è qualcosa completamente diverso da quello che è ben noto ai nostri giorni nei riguardi delle moderne crociere svolte su vere città galleggianti munite di ogni comfort e divertimenti di tutti i generi. Io non conosco affatto la moderna crociera ma immagino una massa di duemila o tremila persone che convivono in mezzo agli agi usufruendo di organizzazioni in grande stile ma che però finiscono per rendere completamente anonimo il partecipante che si trova sperduto in questa vera città galleggiante.

Totalmente diverso l’ambiente della nostra crociera dei tempi passati dove invece ci si trovava come componenti di una famiglia un pò più grande di quella abituale ma comunque vivibile nel senso vero della parola. In pratica l’Esperos non era altro che una vecchia e piccola nave che, sia per il periodo di cui si parla nel quale le crociere erano pochissime e soprattutto per il suo miserevole stato di natante prossimo alla fine della sua navigabilità. Quello che aveva di bello quella crociera era la caratteristica nettamente positiva di coccolarci uno per uno, facendoci sentire tutti gli ospiti ed amici di tutti i presenti e ciò valeva ancora di più per la nostra comitiva di circa una decina di colleghi di lavoro ognuno accompagnato da parenti od amici mentre il numero totale di tutti gli altri ospiti raggiungeva al massimo le duecento persone. In dettaglio noi avevamo il nostro tavolo per mangiare ed i nostri posti a sedere alla sera quando si tenevano piccoli spettacoli o quando si ballava al suono della piccola orchestra di bordo.

Devo dire che, proprio in virtù della citata famigliarità, io ed un mio collega ed amico siamo andati subito a osservare la nave in tutte le sue particolarità principali restando impressionati dal cattivo stato di consistenza dell’imbarcazione. Si notavano ovunque rappezzi dovuti a continuo lavorio di manutenzione con sostituzione o integrazione di rinforzo delle numerosi parti lignee veramente ammalorate dal lungo uso cui erano state sottoposte durante gli anni.

Facevano impressione, visto lo scopo assolutamente irraggiungibile cui sarebbero state destinate, le scialuppe di salvataggio. Vi si notava come le funi che avrebbero dovuto servire per spostare velocemente la barca in mare in caso di urgente bisogno, erano talmente pitturate e ripitturate da rendere impossibile ogni movimento della barca stessa oramai incastrata e saldamente vincolata nel suo antico giaciglio. Non parliamo della arretratezza del sistema di comunicazione via radio che sembrava quello originale di Guglielmo Marconi.

Una sera di mare grosso siamo andati in alto nella cabina del pilota, cabina e sistema di guida ovviamente di tipo antiquatissimo. Da quel punto si vedeva la prua di quella che in realtà era solo una barca un po’ grande, sollevarsi all’arrivo di un’ondata per poi ricadere sul mare con un gran tonfo che provocava degli schizzi d’acqua che giungevano fin lassù nella postazione del pilota. In quelle ore la gran aparte delle signore soffrivano il mal di mare in maniera fortissima, logica conseguenza del rollio e del beccheggio della piccola nave. Si tratta di un problema che le grandissime navi moderne non percepiscono per nulla.

Finita questa breve esposizione necessaria per far capire in che imbarcazione precaria ci trovavamo, passo alla storia. .

Arriva il giorno della partenza e ci troviamo tutti puntuali al porto di Venezia per imbarcarci sul’Esperos. La Liliana tutta fulgida e prestante viene in viaggio con la zia, probabilmente incaricata dalla mamma per sorvegliare il comportamento della ragazza che, prima di imbarcarsi si ripete in baci ed abbracci con il suo fidanzato venuto anche lui a Venezia per vederla partire. La nave parte e siamo tutti, Liliana compresa, sul parapetto del ponte a salutare i nostri parenti rimasti a terra, prima tra tutti Liliana che non riesce a finire di mandare baci al suo fidanzato.

E’ già sera e, dopo aver cenato, siamo tutti nella sala da ballo dove il capitano in una fulgida divisa si presenta come un­ avvenente giovane pieno di belle maniere che ci illustra a grandi linee le caratteristiche della crociera. Sono presenti tutti i viaggiatori nessuno escluso. La Liliana con uno splendido vestito scollato a dovere mostra tutto il suo fascino perché bella e soprattutto perché formosa, allegra vivace : in altre parole uno splendido esemplare femminile veneziano bella e giovane che avrebbe descritto Goldoni nelle sue famose commedie.

Ad un certo punto il comandante annuncia l’inizio delle danze pregando tutti i presenti a seguirlo nel primo valzer che egli stesso aprirà scegliendo una delle belle presenti bellezze femminili . L’orchestra parte con il valzer e chi mai il bel comandante va a prendere per iniziare i balli? Naturalmente la Liliana in tutto il suo splendore veneziano. Lei sembra fatta apposta per farsi valere non già come una ragazzina quale era in realtà ma invece si presenta agli occhi di tutti come una vera signora procace e, pur non essendo affatto esile , con una straordinaria velocità di giravolte sulle braccia del comandante. La serata continua con tutti gli ospiti che partecipano ai vari balli ma la :Liliana è fuori di sè dalla felicità di essere stata, tra utte le signore presenti, scelta proprio lei per aprire le danze.

Il giorno dopo noi sappiamo essere il compleanno della Liilana e, tramite il nostro responsabile della crociera, ci impegniamo a farlo sapere all’organizzatore turistico dell’Esperos . A mezzogiorno siamo in sala da pranzo in attesa di mangiare quando arriva l’orchestrina con il cantante della nave che intona “tanti auguri per te..”! ovviamente diretti alla Liliana. Assieme all’orchestrina si trova anche il Capitano con la sua splendida divisa che và a portare personalmente un dono di compleanno proprio alla :Liliana la quale tutta splendente di contentezza abbraccia il comandante.

Senza perdermi a raccontare altri particolari dirò semplicemente che Liliana da quel giorno non è più lei. Entusiasta al settimo cielo viene a confidarsi con mé : è già perdutamente innamorata del bel comandante. Io tento di farla ragionare : guarda che questo é tutta una messa in scena, aspetta a prendere decisioni, ricorda che hai un fidanzato che ti aspetta a casa. Non c’è niente da fare è innamorata e non le interessa di nulla. I giorni seguenti accadono scene continue : la zia di Liliana che che chiede se l’abbiamo vista perché la ragazza è introvabile nè si rende conto dove Liliana sia potuta andare visto che siamo in una nave così piccolina. Quando la nave arriva su un’Isola oppure ad un porto importante, noi tutti scendiamo dall’Esperos e con i pullman e guida locale siamo accompagnati a visitare i posti meravigliosi ma Liliana non c’è mai. Arriviamo al Pireo e, logicamente senza Liliana, partiamo con il pullman per visitare il bellissimo Partenone. Un giorno io mi avvicino a Liliana e le chiedo come vanno le cose.. Lei mi sussurra in poche parole che in quella giornata del Partenone è stata presentata alla mamma del capitano perchè ormai è la sua fidanzata ufficiale. Poi alla sera in sala da ballo mi racconta il suo sogno o in tutta la sua meravigliosa grandezza: lei non verrà più a lavorare con noi perché il capitano le ha promesso che la farà diventare un operatore turistico dell’Esperos e che lei invece di battere tutto il giorno a macchina sarà sempre in viaggio in tutto mondo. Praticamente inizierà una vita da sogno per lei. Io tento in tutti i modi di dirle : Liliana ma stai impazzendo, torna sulla terra, guarda che queste son tutte favole, è tutto un imbroglio studiato per far provare a una giovane ragazza solo un sogno irrealizzabile. Ti prego pensa un momento alla vita vera, lascia stare i sogni impossibili. Ma non c’è niente da fare : Lei è presa dal sogno e tanto basta. è proprio il sogno da lei desiderato in tutta la la sua vita.

Visitiamo parecchie isole arrivando fino a Rodi per poi iniziare il ritorno ma Liliana è sempre più innamorata del bel capitano.

Ormai sulla strada del ritorno io voglio parlare seriamente a Liliana, per metterla in guardia ho il coraggio di spiegarle che tutto ciò che è successo a lei ogni settimana accade ad un’altra candida persona come lei. Le dico, guarda che la prossima settimana quando il bel Capitano ripartirà da Venezia starà già scegliendo la nova fidanzata da presentare a quella che non poteva assere la sua vera mamma ma soltanto una comparsa pagata per fare quella parte. Liliana si arrabbia e mi dice che non vuole più vedermi, che mi odia per il mio comportamento.

Stiamo per arrivare a Venezia.

Bisogna sapere che giungere a Venezia dal mare è una meraviglia incredibile. Era sera, il sole basso illuminava di rosa tutta la riva degli Schiavoni ed il palazzo Ducale. Visti dal mare mentre l’Esperos si avvicina sempre più si gode una veduta da da sogno, uno spettacolo bellissimo. Noi tutti croceristi siamo sul parapetto della nave con gli occhi spalancati da tanta bellezza. Dietro di noi invece si trova Liliana seduta su un pezzo di legno che stà piangendo a dirotto . Mi avvicino e le chiedo cosa succede. Mi risponde che a terra c’è il suo fidanzato che l’aspetta e lei è disperata perché dovrà dirgli subito che fra di loro tutto è finito Tento invano di dire qualcosa ma non c’è niente da fare lei è interamente rapita dal bel capitano e basta. Mi dice che con lui è già d’accordo per ritrovarsi anche in seguito.

Infatti arriviamo al molo scendiamo a terra e mi tocca assistere all’addio tra Liliana e fidanzato,: una cosa tanto incredibile quanto falsa.

Dopo si riprende il nostro normale lavoro. Lilana è li vicino a mé che batte a macchina e mi continua a dire che lo farà ancora per poco. Dopo, come promesso dal capitano, lei sarà l’operatrice turistica ed in pratica sarà sempre in vacanza sul mare. Io proseguo nella mia opera di convincimento completamente senza risultati. Liliana mi annuncia che ogni domenica lei si trova con il capitano che arriva tutte le settimane a Venezia per ripartirne ogni lunedì. Mi racconta con piacere che quando la Esperos entra a Venezia, egli fa suonare la sirena proprio per lei pregandola di starla a sentire ogni sabato. Anche questo piccolo gesto per la ragazza fa parte del suo brande sogno-realtà

Tutto prosegue in questo modo ed arriva l’estate. Liliana ha la capanna al Lido, di Venezia cioè quella piccola cabina in legno in riva al mare dove lasciare l’ombrellone ed i costumi per cambiasi di vesti in caso di bisogno. Liliana ha invitato il Capitano a passare con lei un pomeriggio al mare ed egli acconsente. Sono tutti due al mare e Liliana entra nella capanna e si cambia. Quando ne esce è uno splendore. Con un reggiseno che non riesce a contenere tutta quella grazia di DIo, un costumino piccolo piccolo intorno a quelle rotondità . Insomma quando esce fa restare tramortito il capitano . Poi entra lui a cambiarsi.

E qui non posso che ripetere le parole di Liliana pari pari. Quando lui è uscito dalla capanna, del bel capitano quale appariva nello svolgimento del suo compito di capo responsabile della nave con la sua bella divisa, con le sue larghe spalle probabilmente frutto di cuscinetti inseriti sotto la giacca, di tutto questo non era rimasto nulla. Davanti alla Liliana è apparso una specie di misero striminzito scheletro rivestito di una magra pelle, il tutto davanti ad una prorompente Liliana faceva semplicemente schifo, quello schifo che ha fatto sparire da lei tutta l’ammirazione, tutto l’affetto mascherato di amore. e farle apparire improvvisamente e tragicamente chiara tutta la verità di un sogno-montatura ed inganno nonché il rimpianto di essere stata proprio Liliana a cascarci dentro.

In quattro e quattro otto un’irruenta Liliana ha licenziato il capitano ricoprendolo di ridicolo e rinfacciandogli tutto l’inganno che le le aveva propinato, inganno del quale si sente profondamente offesa. L’offesa infinitamente grande che gli ha violentemente rinfacciato riguarda il grave gesto di averla portata a conoscere quella che sicuramente era non sua mamma ma una semplice comparsa pagata per recitare la scena. E tutto questo lui aveva avuto il coraggio di fare a lei! Quello non era un uomo ma un pagliaccio di cui lei non voleva più sapere nulla.

Tornata alla sua normale vita e lavoro la ragazza si è presentata al suo fidanzato chiedendogli scusa e ripristinando in toto il loro abituale rapporto di un tempo e che si concluderà con un matrimonio alla moda veneziana con gli sposi ed ospiti trasportati in chiesa ed al ristorante da gondole con gondolieri in divisa da gran festa. Tempo qualche anno di bella vita matrimoniale, Liliana ha avuto tre figli ed è diventata la classica matrona veneziana di grande stazza. Nel frattempo ha continuato ad essere dipendente della stessa società ma non fa piú la dattilografa a causa della intervenuta modernizzazione degli uffici con impiego del digitale di cui si è impadronita tramite appositi corsi di insegnamento.

Dopo una decina d’anni da pensionato io la ho incontrata per strada. Sempre molto gentile e graziosa con me. Io non posso evitare di fare un accenno all’Esperos ed al suo grande sogno infranto. In perfetto accordo ne descriviamo due aspetti.

In primo luogo la caratteristica di quei tempi andati dove una ragazzina precipita e vive in pieno un meraviglioso sogno senza capire quanto sia fasullo: è la dimostrazione di una società innocente di quei tempi andati, dove lei era paragonabile ad una bimba innocente, in grado di mantenersi nella correttezza e pulizia di comportamento senza però capire nulla della realtà delle cose.

In secondo luogo lei confessa di ricordare con gioia la bellezza del sogno, l’entusiasmo da lei provato in quei meravigliosi giorni che lei ha ancora davanti agli occhi in tutto il loro candore perché di questo si è trattato in quanto lei in quella settimana, nonostante la pazzia in cui era precipitata, ciononostante non era caduta in alcuna bassezza, tanto è vero che il corpo nudo del capitano lei non lo aveva mai visto prima di quel giorno al Lido. .

Devo raccontare un piccolo seguito. Io ed un amico – collega ci siamo informati sul comportamento dell’Esperos ed abbiamo saputo che l’avventura occorsa a Liliana faceva parte della norma turistica della crociera in quanto il programma reale comprendeva un’avventura di amore vero, romantico, puro come quella descritta ed accaduta a Liliana. Non doveva assolutamente esserci sesso o scene similari ma invece consistere, nella trama preordinata e finta, solo in una avventura romantica indimenticabile durata una settimana dopo di che tutto finiva.

Quindi, per questioni di serietà e responsabilità della direzione delle crocere, essendo spesso in gioco anche ragazze minorenni, era escluso il sesso a favore del romanticismo, dell’innamoramento idilliaco vero, pur nella finzione del capitano, ma della durata di una settimana. Ripeto si doveva trattare di vero romanticismo e nulla più ed in definitiva esattamente come quello. indimenticabile, provato per una settimana più qualche domenica da Liliana.